Isabella Perpich, violino
Giulia Sanguinetti, violoncello
Federico Pische, pianoforte
PROGRAMMA
L. V. Beethoven (1770 - 1827)
Trio con pianoforte n. 7 in Si bemolle maggiore, Op. 97 “L’Arciduca”
Allegro moderato
Scherzo. Allegro
Andante cantabile
Allegro moderato
Maria Vincenza Cabizza
Frammenti dal trio “Tradurre la Neve” (2024)
J. Brahms (1833 - 1897)
Trio con Pianoforte n. 1 in Si maggiore, Op. 8
Allegro con brio
Scherzo. Allegro molto
Adagio non troppo
Finale. Allegro molto agitato
Il programma accosta due capolavori del repertorio per pianoforte, violino e violoncello, accomunati da una straordinaria intensità espressiva, ma profondamente diversi per linguaggio e temperamento: il Trio op. 97 di Ludwig van Beethoven, conosciuto come “Arciduca” e il Trio op. 8 di Johannes Brahms, nella sua seconda versione del 1890. A metà programma, sarà possibile ascoltare una composizione per trio con pianoforte di Vincenza Maria Cabizza, compositrice di ampio rilievo nel panorama musicale attuale, che collabora con le più prestigiose istituzioni concertistiche ed ensemble, tra cui: l’Ensemble InterContemporain, l’MDI Ensemble, il Divertimento Ensemble, Le Centquatre-Paris, il Gaudeamus Festival di Utrecht, il Festival Impuls di Graz e il Festival Pontino di Musica. Composto tra il 1810 e il 1814 e dedicato all’Arciduca Rodolfo d’Austria, fratello dell’imperatore Francesco I, nonché allievo, amico e sostenitore di Beethoven, il celebre “Arciduca” porta il trio con pianoforte a una dimensione monumentale e al tempo stesso intimamente cameristica. Il primo movimento, Allegro moderato, si distingue per l’ampiezza e la nobiltà del discorso, seguito da uno Scherzo vivace e originale, nel quale la leggerezza si unisce a una sorprendente complessità ritmica. Il celebre Andante cantabile offre un lungo percorso di variazioni, in cui una semplice melodia viene trasformata con crescente ricchezza espressiva, mentre il finale, Allegro moderato, animato da un carattere brillante e vigoroso, conduce l’opera a una conclusione luminosa, in forte contrasto con il clima intimo ed espressivo del movimento precedente. Frammenti dal Trio “Tradurre la neve” della compositrice Vincenza Maria Cabizza si presenta come un'esplorazione sonora in continua trasformazione, un viaggio attraverso paesaggi sonori che si rinnovano e si intensificano. Il brano trae origine da un lavoro più ampio, il Trio “Tradurre la neve”, e ne conserva l’essenza, distillandola in una serie di momenti musicali che giocano sull’intensità dei gesti: come onde che si infrangono sulla riva, la musica di questo trio si muove in un crescendo continuo. Tutto sembra condurre a un apice di tensione, che viene creato solo per riemergere e trasformarsi, poi, in un'altra ondata sonora ancora più potente. Nessun’altra immagine, solo un invito a immergersi in un flusso sonoro in continua evoluzione. Nato in gioventù e ripensato da Brahms quasi quarant’anni più tardi, il Trio op. 8 testimonia l’evoluzione del compositore verso una scrittura più essenziale e concentrata, senza perdere la forza emotiva della prima versione. L’Allegro con brio alterna slancio appassionato e ampio lirismo, mentre lo Scherzo, inquieto e leggero, introduce un carattere più sfuggente e giocoso. Al centro dell’opera, l’Adagio offre un momento di intensa introspezione, costruito su lunghe e profonde linee melodiche, prima che il finale, Allegro molto agitato, riporti energia e tensione, conducendo l’opera verso una conclusione appassionata.
Evento realizzato in collaborazione con Comune di Frascati

MUSA – Museo Tuscolano, Scuderie Aldobrandini
Associazione “Ricordando A. B. Michelangeli”



