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Estate 2019

Tarantarìa

SCIARABBALLO & TRANSUMANZE

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Tarantarìa

12 luglio 2019 ore 21.00
Casa del Jazz, Roma

Tarantarìa

Compagnia Sciaraballo

Antonella Potenziani, coreografie, direttore corpo di ballo
Alex Donato, Anita Leonetti , Annalisa Panzariello, Daniela Ape, Eleonora Arcangeli, Enrico Sacchetti, Federica Ianniello, Giorgia Lafico, Ilenia Italiano, Margherita Di Donna, Maria Carla Trapani, Rosanna Elia, Veronica Piacentini, Viviana Macdonald, Claudia Colafato, Fabrizio Algeri, Francesco Ragusa, Giovanni Aiello, Maria Nocchi – ballerini

Ensemble Transumanze Popolari

Giovanni Tribuzio, direttore musicale, voce, fisarmonica, zampogna, lira calabra

Federica Torrice – voce, tamburi a cornice
Gabriele Caporuscio – mandolino, mandola
Maria Carla Trapani – gong
Maria Serena De Masi – voce
Pino Potenziani – tamburi a cornice
Riccardo Medile – chitarra acustica e battentino

e con la partecipazione di

Tribù a sonagli

Antonella Potenziani, Annalisa Panzariello, Anna Rita Picazio, Daniela Ape, Enrico Sacchetti Giovanni Aiello, Giuseppe De Meo, Lucia Mattioli, Maria Carla Trapani, Nicola Vorace Nicoletta Balistreri, Stefania Contardi, Viviana Macdonald – tamburellisti

 

<<“La Tarantèlla” tutti La conoscono; è una danza vulcanica come Le emozioni che esprime; è la storia d’una passione meridionaLe in ogni età, in ogni sua fase, ogni gesto è un’idea, ogni posizione un sentimento (…)>> scriveva Charles Didier nel 1845.

Concerto-spettacolo di tarante e tarantelle

Ideato da Giovanni Tribuzio, polistrumentista dedito alla riproposizione di sonorità appartenenti alla tradizione musicale italiana, lo spettacolo vede coinvolti numerosi artisti tra danzatori e musicisti.
L’apertura dello spettacolo Tarantarìa è ispirato al tema delle mille contraddizioni del nostro Meridione, con le coreografie di danza della Compagnia SciaraBballo. Coreografie di Danza ideate e coordinate da Antonella Potenziani.
I Suoni e i Canti di Transumanze Popolari ci condurranno virtualmente in territori del CentroSud Italia con le loro Tarantelle nella forma più spontanea, sanguigna e giocosa. Protagonisti del concerto gli strumenti della tradizione popolare quali: Tamburelli, fisarmonica, zampogna, ciaramella, organetto, violino, lira calabra, armonica a bocca. Durante la serata riscopriremo un repertorio fatto di Pizzica Pizzica, Tarantelle, Stornelli, Saltarelli, Serenate, Canti e Tammurriate.
Musiche e Canti a cura di Transumanze Popolari, coreografie di Danza e Balli Compagnia SciaraBballo.

 

Nuova produzione – Prima assoluta

 

Tarantarìa vuole rappresentare un ballo senza tempo, senza una precisa collocazione storica; tuttavia, un passaggio fondamentale della cultura meridionale, delle sue tradizioni e dei suoi corpi sempre in tumulto.
La tarantella dalle origini antiche e misteriose, figlia di ogni epoca e di ogni religione; attrice fascinosa e seduttiva per molti popoli, che ce l’hanno tramandata come passione ballata.
Dagli Spartani e dagli Achei contaminazioni in terra pugliese delle danze convulsive eseguite dalle menadi di Dioniso , che, per il raggiungimento dell’estasi, scaricavano nella tarantella le tensioni e le frustrazioni vissute nel quotidiano.
Dai paesi nordafricani l’influenza di riti mistici del Vudù o della Macumba, con cui, tramite la musica viene celebrato il potere di far raggiungere uno stato di Trance, con un adorcismo: attirare santi (es. Santo Paulo) o spiriti buoni nel proprio corpo per aiutarlo nella guarigione.
Collegata al “ tarantismo” ossia al complesso fenomeno isterico – compulsivo causato dal morso del ragno, più precisamente della tarantola (Lycosa tarentula), meno pericolosa, e della malmignatta (un ragno più piccolo, ma decisamente più dannoso), la danza frenetica e liberatoria, diventa terapeutica in vista dell’espulsione, tramite il sudore, del veleno del ragno, sia per chi era morsicato, sia per chi pensava di esserlo stato.

Nel corso dei secoli, le tarantelle hanno evoluto la loro semantica assieme alla cultura nella quale si innestavano, e col cristianesimo, si è passati da un ballo pagano, sfrenato e senza pudore ad una danza quasi religiosa, che invoca l’aiuto di Dio e dei Santi, tramite il movimento del corpo.
La Tarantella, la taranta, la pizzica o la tammurriata (la danza popolare campana che prende il nome dallo strumento che si usa per crearne i ritmi, la tammorra) sono radicate nella cultura del sud così profondamente, da essere praticate in ogni tipo di contesto, dalle cerimonie religiose cittadine alle feste private, quali matrimoni o nascite.
Ed è questa mescolanza generazionale e sociale a dare magia alle danze tradizionali, intramontabili come i sentimenti e i colori delle terre del sud, arricchite dalle diverse culture che hanno visto susseguirsi nella storia.