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Edizione 2010

Esplosi nelle rete… Il cabaret musicale fenomeno dell'anno

Oblivion Show

  • 18 luglio 2010
  • Villa Doria Pamphilj
oblivion_cartellone

Oblivion

Gioele Dix regia
Graziana Borciani  cantante, attrice
Davide Calabrese  cantante, attore
Francesca Folloni  cantante, attore
Lorenzo Scuda  cantante, attore
Fabio Vagnarelli  cantante, attore

Gli Oblivion sono una grande scommessa.
Un fenomeno mediatico legato a Internet trasformato in un progetto teatrale di grande successo. Per la prima volta, una compagnia teatrale viene lanciata nel circuito dei teatri pubblici e privati quasi esclusivamente dal materiale diffuso sui social network.

Gli Oblivion sono stati guardati davvero molto e da tanti: il loro video “I promessi sposi in dieci minuti”, caricato su You Tube nel marzo del 2009 viaggia verso le 900.000 visualizzazioni e, come la settimana enigmistica, vanta già decine di imitazioni.

Il loro gruppo su Facebook conta 6000 fans che seguono fedelmente con centinaia di commenti la tournée teatrale, raro esempio di rapporto diretto compagnia-pubblico, lontano anni luce sia dall’autocelebrazione che dal gossip.

Oltre 80 serate per 55 piazze teatrali in tutta Italia nella stagione 2009-2010.
Un eccezionale entusiasmo accompagna ogni sera la performance degli Oblivion che si percepisce con tanto calore, affetto, allegria e divertimento sparsi a piene mani.
Al di là comunque di scommesse vinte e del mondo internet, ciò che caratterizza gli Oblivion è prima di tutto il ritmo e il senso del tempo. Da qui sono infatti partiti i cinque cantattori per costruire, sotto la divertita ma rigorosa guida di Gioele Dix, uno spettacolo che coinvolge il pubblico e lo travolge con la velocità delle gag, con l’arguzia delle citazioni e dei riferimenti musicali e letterari, con la sensazionale tecnica vocale e precisione scenica di una compagnia che è cresciuta a pane e musical.

Ma gli Oblivion sono, soprattutto, intelligenti. È davvero il loro marchio di fabbrica questo mettere a contatto diretto cultura alta e popolare, la tradizione musicale dagli anni ’20 di Rodolfo De Angelis fino a Vasco Rossi. Usano almeno un secolo di materiale musicale italiano servendosi delle canzoni come di un alfabeto privato, per montare, intrecciare, deformare, riciclare in modo da costruire uno scintillante palinsesto canoro, al tempo stesso omaggio ai grandi e sberleffo ai meno grandi, in cui si raggiunge un miracoloso equilibrio tra citazione e creatività, tra umorismo e commozione.

Ma non omaggiano solo le icone nazionali, volano oltremanica e pescano dal mondo del Cigno di Avon: 8 tragedie di Shakespeare riassunte in 8 minuti, in un surreale contesto da “Porta a Porta” che ci racconta molto di più sull’Italia di oggi di quanto non faccia sulla Danimarca di Amleto.

In collaborazione con The Blue Apple e Il Rossetti – Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia