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Edizione 2009

Kuss

Coro Vivaldi

  • 6 dicembre 2009
  • Scuola Popolare di Musica di Testaccio
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Coro Vivaldi
Laura Campogiani, Davide Chiossi, Flaminia Cuffari, Chiara De Angelis, Carolina De Nicolò, Maria Teresa Di Battista, Valerio Di Carlo, Sara Ferri, Beatrice Margonelli, Fulvio Oliva, Beatrice Pauselli, Carlotta Pluchino, Melissa Sorci, Valeria Vitale, Daniele Vocalelli, Pietro Zaccagnini, Valentina Zanetti, Elisa Zedde, Valeria Zimarino

Amedeo Scutiero – direttore

È l’Amore, l’amore stesso per la vita che batte il tempo della musica, che anima il canto, che unisce coralmente le voci.
Iniziamo qui da “Confitemini Domino”, e “O Regem coeli”, brani di polifonia sacra accomunati dalla preghiera di ringraziamento a Gesù, semplice fanciullo e nel contempo padre e re dei cieli, forza di misericordia per sempre vicina a coloro che la invocano; in “Memento salutis auctor” insieme alla madre, Maria, anch’essa oltre il tempo immaginabile.
“Unnibahia”, privo di testo ma solo vocalizzato, è gioia del canto, ritmo e accordi di volta in volta sorprendenti, fino al dissolvimento finale…

“Nere ohetik”, che in lingua basca significa “dal mio letto”, esprime il bisogno di amore e il bisogno di vicinanza materna: un bambino, o una bambina chiede compagnia prima di addormentarsi, con la paura del buio, fra una domanda e l’altra, fino al bacio della buonanotte.
In basco sono pure “Amets beltz” e “Zai itxoiten” (“sogno nero” e “sperando”), momenti di disperazione e di rinata speranza, con un vigoroso slancio di vita e d’amore nella parte finale.

“Kuss” è su alcuni dei celebri versi di Schiller, che Beethoven mise in musica nel celebre Inno alla gioia della nona sinfonia: “questo bacio al modo intero…”; e lo schioccare ritmico dei baci accompagna parte del brano.
Si ritorna al sacro, ma ora nel linguaggio della contemporaneità, con l’amore a Maria. Ave Maria insiste su accordi e passaggi di aspra dissonanza, risolvendo armonicamente e sciogliendosi solo a tratti; mentre Ave gratia plena è di sonorità più dolce e mistica.

L’amore gioioso e fedele per il proprio innamorato è quello del pezzo popolare “A l’ombreta d’un busson”, famoso, tradizionale canto del Piemonte.
L’amore del poeta e del musicista per la sua donna, la nostalgia per l’estate che finisce, si trova infine nelle parole e non meno nella musica di Jobim, “Samba de uma nota so” e “Aguas de março”: questa è la poesia dei sentimenti tipici della terra brasiliana, ispirata dalla natura, dagli istanti e dalle cose abitualmente trascurate della vita di tutti i giorni

Programma

Alessandro Costantini (c.1581-c.1657)
Confitemini Domino

William Byrd (1543-1623)
Memento salutis auctor

Tomàs Luis de Victoria (1548-1611)
O Regem coeli

Robert Sund (1946-)
Unnibahia

Julio Dominguez (1967-)
Nere ohetik

Javier Busto (1949-)
Amets belts
Zai itxoiten

Maarten van Ingelgem (1977-)
Kuss

Vic Nees (1936-)
Ave Maria

Piero Caraba (1956-)
Ave gratia plena

Canto popolare piemontese (elab.Caraba)
A l’ombreta d’un busson

Antonio Carlos Jobim (1927-1994)
(arr.Marco Tiso)
Samba de uma nota so
Aguas de março