Lettera aperta all’Assessore Bergamo

Caro Assessore,

ho letto con interesse l’intervista su  Corsera del 14 luglio, a firma di Paolo Fallai.

Premesso: pur non essendo tra coloro che hanno votato M5S, sono tra quelli che hanno trovato molto convincente il suo nome come assessore alla cultura di Roma Capitale. Finalmente, in prima battuta, qualcuno che si sa chi è, che conosce ciò che è successo nell’ambito dello spettacolo dal vivo  a Roma negli ultimi decenni. Un operatore culturale informato e competente, nel senso più bello del termine.

Ciò detto, come organizzatore dell’Estate Romana, desideravo commentare un paio di sue affermazioni

e chiederle, con molta umiltà, di prendere oggi, pubblicamente un impegno con la Città.

 

Lei afferma: “ negli ultimi anni è diventata uno strumento per operazioni più o meno commerciali. Non c’è niente di male in tutto questo, ma la dimensione culturale è del tutto insufficiente”.

Mi sembra che quest’affermazione faccia “di tutta l’erba un fascio”.

L’estate romana degli ultimi anni non è stata solo puro business: esperienze quali Il  Festival delle Letterature, Invito alla Danza, I Solisti del Teatro, Le Vie dei Festival, Centro Ricerche Musicali, Isola del Cinema, Roma incontra il Mondo, I Concerti nel Parco, solo per citarne alcuni, hanno portato spettacolo e cultura di altissimo livello sui palchi dell’estate a Roma, con grande riscontro di pubblico cittadino e  di turismo straniero.

 

Lei afferma anche a proposito della prossima edizione 2017: “Allestiremo un progetto che discuteremo con la città…”.

 Ottimo proponimento: ma affinché non sia l’ennesima promessa che ogni nuovo assessore fa sui media e soprattutto per evitare il flop  di quest’anno, derivante dal ritardo, oltre ogni immaginabile limite, con il quale sono state pubblicate le graduatorie per l’Estate Romana (la prima, quella dei Festival di Roma il 27 giugno, la seconda quella dell’Estate Romana il 14 luglio!), per non far si che intere manifestazioni saltino per aria o patiscano gravissimi danni economici e d’immagine perché informati dell’esito della domanda a pochi giorni dall’inizio dell’estate, questo progetto lo presenti a gennaio 2017, se ne discuta con la città e con gli operatori e il relativo bando pubblico  sia pubblicato nella maniera  dovuta a febbraio. In modo che a marzo 2017, coloro che sono scelti dall’amministrazione per fare l’Estate Romana 2017, abbiano il dovuto anticipo ed i mezzi, per prepararsi con la cura necessaria che assicura il successo della manifestazione, e magari anche il tempo ed il modo di reperire risorse private a sostegno.

E gli altri, gli esclusi, si facciano da parte, senza che ciò comporti danni a nessuno.

 

Questo, al di là del merito e delle scelte culturali che la sua amministrazione opererà a Piazza Campitelli, dell’impronta che vorrà dare all’Estate Romana del futuro, che siamo d’accordo con lei è da reinventare, sarebbe una svolta reale nella pratica della buona amministrazione.

Sarebbe un gran bel segno di civiltà, e di rispetto prima di tutto verso Roma e poi verso tutti quegli operatori che da più o meno tempo, rischiano spessissimo in prima persona e del proprio, solo per amore della cultura e della propria città.

 

Ci contiamo, buon lavoro di cuore.

Teresa Azzaro

Presidente Festival l I Concerti nel Parco