Philip Glass nasce negli Stati Uniti, a Baltimora e fin da bambino studia flauto presso il Peabody Conservatory of Music. A 16 anni si iscrive alla University of Chicago, dove studia matematica e filosofia. Frequenta poi la Juilliard School dove si dedica alle tastiere. Tra i suoi insegnanti di composizione, Vincent Persichetti e William Bergsma.

A Parigi studia poi composizione con Nadia Boulanger, analizzando gli spartiti di Bach, Mozart e Beethoven. Dal lavoro con Ravi Shankar (film “Chuppaqua”, 1966) e dalla percezione delle proprietà ipnotiche dei ritmi indiani nasce il suo stile compositivo.
Tra i primi lavori di taglio minimalista figurano le musiche per una commedia di Samuel Beckett.

Ricevendo poca attenzione dagli spazi di esecuzione tradizionali, Glass forma un gruppo negli anni ’60 a New York ed inizia ad esibirsi all’interno delle gallerie d’arte ma continua a produrre musica per il teatro (compagnia teatrale Mabou Mines). A partire dalle composizioni per il teatro (“Einstein on the Beach”, pietra miliare della musica per teatro, creata con Robet Wilson), Glass scrive per ensembles più accessibili, come i quartetti d’archi e le orchestre sinfoniche, ritornando così verso le radici stilistiche dei suoi studi.

Oltre a lavorare in ambito classico, per il teatro e per il cinema (con registi come Martin Scorsese, Peter Weir, Richard Eyre, Woody Allen), negli anni ’70 tra i suoi estimatori si annoveravano Brian Eno e David Bowie, per i quali orchestra alcuni brani.

Nel 1995 è stato nominato cavaliere delle arti e delle lettere dal governo francese, nel 1996 ha composto le musiche
per le Olimpiadi di Atlanta, nel 1999 ha vinto il Golden Globe (“The Truman Show) e nel 2003 il premio BAFTA (“The Hours”).

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