Laureato in Lettere Moderne, presso l’Università di Bologna, con una tesi in Letteratura italiana sulle “‘Rime giullaresche e popolari d’Italia’ di Vincenzo De Bartholomaeis”, dopo anni di studi classici e musicali, dal 1989 inizia a lavorare in teatro come mimo-fantasista e attore, realizzando spettacoli come regista, autore e attore. Come mimo-giullare, ha partecipato alla rassegna ‘Kleines fest im großen garten’ ad Hannover (1994) e ha rappresentato l’Italia in occasione del 1° Festival europeo della comicità ‘United Slapstick’ di Francoforte (1993). Per diversi anni (dal 1998) ha lavorato, come attore, autore e insegnante per il Festival ‘Un puente, dos culturas’, in Argentina e Uruguay, di cui è stato anche co-direttore artistico; ha presentato all’Università di Toronto il progetto “La parola rappresentativa. Il lavoro dell’attore sulla poesia medioevale italiana” (2000); su analogo tema, dal 2003, ha lavorato, come attore e insegnante, anche in Svizzera, Brasile, Spagna e Francia.

Tra i progetti che lo hanno visto autore e interprete vi sono: “La bottiglia delle smorfie di sapone” (1990-1), “Lo scienziato e la formica. Giullarata di fine millennio” (1992), “Perseverare humanum est” (Piccolo mosaico di storie bibliche e moderne) (1994), da cui è stato realizzato anche un DVD, così come dallo spettacolo “Trittico per un altare” (1996), “N come No, dai, un altro Recital?” (1999), “Genti, intendete questo sermone” (Monologhi giullareschi medioevali e moderni) (2000), “Ora X: Inferno di Dante” (2001, DVD del 2007), “Marzabotto” (2008), scritto assieme a Carlo Lucarelli, “Bononia ridens” (Ritratti universali di comicità bolognese) (2013) e “Cuore in gola” (Storie di coraggio e di libertà) (2014).

Come autore di riscritture e interprete realizza “Le maschere di dentro” (Omaggio a Italo Calvino) (2001),  “Favolando per il mondo” (5 favole per 5 continenti) (2003), “Le guerre di Walter” (Omaggio a Walter Chiari) (2007), riduzione solistica del precedente “Caro Walter…” (2006).

Come regista e interprete mette in scena, oltre ad almeno una dozzina di letture-spettacolo (spesso con la presenza della musica in scena), “Un amore impossibile” di Giorgio Manganelli (2001), con l’attrice Katia Pietrobelli.

Il felice connubio che vede sul palco attori e musicisti, ampiamente sperimentato da Matteo Belli, lo induce a ricercare, anche come regista e autore di adattamenti, testi in cui il tessuto letterario s’intrecci e si completi nell’esecuzione musicale dal vivo, come in “Del mondo ho cercato – Poesia e musica medioevale italiana” con il Trio di musica antica ‘Giocolari del Micrologus’ (1999) e “Concerto dal VI libro dell’Eneide” (2000), con le musiche di Paolo Vivaldi, da cui è stato tratto un CD (2001). Dal 2003 ha più volte portato in scena “Nuove parole per le Stagioni”, su “Le Quattro Stagioni” di Antonio Vivaldi, assieme all’Ensemble Respighi, di cui è stato realizzato un CD (2005). Del 2006 è invece “Come l’aria dei venti, come i voli del sonno”, lettura-concerto dal II libro dell’Eneide di Publio Virgilio Marone, con le musiche eseguite dal polistrumentista Fabio Tricomi, mentre numerose, a partire dal 1996, sono le edizioni dell’“Historie du soldat”, su musica di Igor Stravinsky e libretto di Charles-Ferdinand Ramuz. Come mimo, attore e voce recitante partecipa a più di cento eventi, tra letture, letture-concerto e spettacoli con altri artisti e compagnie. È stato ospite di numerose trasmissioni radiofoniche e televisive in Italia e all’estero, oltre ad aver partecipato, come voce recitante, a diverse produzioni discografiche.

Dal 2005 conduce, assieme al foniatra prof. Franco Fussi, una ricerca sulle qualità risonatorie della voce attoriale, presentata nel corso di alcuni convegni internazionali e confluita, nel 2010, nella pubblicazione del DVD  multimediale “Orchestra Solista. Il lavoro vocale nel Teatro di Matteo Belli”.

Dal 1992 conduce un’intensa attività didattica, spesso concretizzatasi nella produzione di spettacoli di fine corso, vincendo anche alcuni premi e menzioni speciali e collaborando, come docente, con le Università di Bologna, Pisa e Milano. Ha inoltre realizzato ulteriori regie, tra cui il film-documentario “Pianoro strada statale 65” (1994) e il monologo teatrale “Dedicato a Firdaus” (2003), tratto da “Firdaus” di Nawal al Sa’dawi, con l’attrice Katia Pietrobelli.

Circa una decina sono le tesi di laurea dedicate al lavoro teatrale di Matteo Belli. È tra i fondatori e presidente dell’Associazione culturale Ca’ Rossa/Centro Teatrale per l’Oralità con cui ha realizzato, come direttore artistico, le rassegne di spettacoli “Ci sarà una volta… Radici antiche e nuovi orizzonti del Teatro d’Arte Popolare”, “Parola d’attore” e “Verba volant”.