Un gruppo anomalo genovese, nato sull’onda della memoria di canzoni scritte da tanti anni ma mai dimenticate, su riflessioni e sentimenti della vita di ogni giorno, sulla passione per la musica. Il nome Jamin non è inglese ma genovese, una parola di radice araba che significa fatica, come del resto è la stragrande condizione delle persone su questo pianeta. Il suffisso tb sta per temporary band, a significare la stabilità solo passionale del gruppo.

Il primo lavoro risale al 2007 con l’album Canzoni in bottiglia, dodici brani composti negli anni ’80 ma ancora attuali. Sono canzoni impregnate del clima aspro e di piombo di quell’epoca, con la rabbia, le speranze e le passioni giovanili, arrangiate con cura dalla Fabbrica Musicale di Gianluca Polizzi. Il secondo album L’aria, il pane, il sogno è del 2010: un disco differente, più ricercato e con sonorità più contemporanee, in cui si mischiano stili diversi per raccontare storie diverse; dalla canzone d’autore al reggae, dal rock al blues; dall’orchestra al ritmo latino, fino alle parole su un tappeto jazz. È un lavoro, anche questo marchiato Fabbrica Musicale, sviluppato da oltre venti musicisti genovesi nella scia della canzone d’autore in riva al mare.

Attualmente è in cantiere il nuovo album Lunghe speranze. Una decina di nuove canzoni che vedranno la luce se avremo successo nella raccolta fondi che stiamo per avviare. Presta attenzione e, se ti va, contribuisci a questa nuova sfida.